una EX laureanda in cerca di...

Arriva un bastimento carico carico di...pensieri, avvenimenti, stupidaggini e quotidianità di una EX laureanda in cerca di!
martedì, 11 novembre 2008

I mezzi pubblici a Roma

I romani ed i mezzi pubblici sono due cose distinte e separate. Proprio non capiscono come funzionano e come si usano e la cosa si può allargare al traffico e alla viabilità in generale. Ci sono strade che diventano a senso unico, solo perché hanno deciso che in quel momento, in quella strada si sale e basta. Chi vuole scendere dovrà aspettare. Ci sono autobus che cambiano che cambiano strada d’improvviso, vie che vengono chiuse al traffico senza preavviso. E poi ci sono certi episodi, che sembra di stare a Zelig.
 
Domenica, sul 628, da Piazza Venezia a Circo Massimo.
 
Siamo appena saliti, le porte si chiudono, l’autobus riparte. Fa un metro e inchioda. Una signora stava attraversando sulle strisce. La signora si spaventa, urla contro l’autista.
-         Ah signò, ma che non lo vede che sto a partì?
-         Sì, ma stia attento, non lo vede che sto sulle strisce?
-         Ah signò e che perché è sulle strisce deve morì????
 
Lunedì mattina, poco prima dello sciopero, linea 85 da Colosseo a Piazza Venezia.
 
L’autobus è già pieno, non ci starebbe dentro neanche uno spillo. Una signora fa di tutto per salire, spinge mia sorella, la soffoca quasi, ma le porte non si chiudono. Allora lei spinge anche le porte, le tira, dopo cinque minuti riesce a farla chiudere. Io devo scendere alla fermata successiva.
-         Signora, scusi, devo scendere.
-         Eh non si può, non si aprono le porte.
-         Se si sposta, magari, mi fa scendere. Devo scendere.
(come le hai fatte chiudere ora le apri, penso, mentre trattengo a stento la voglia di urlare.)
-         Ma non si aprono. Niente, scende alla prossima, tanto è lo stesso.
-         No che non è lo stesso!
Insomma la signora decide che io scendo alla sua fermata, perché le scoccia spostarsi. Uso privato del mezzo pubblico.
 
Martedì sera, linea 117 da Piazza Venezia a Colosseo.
 
Il 117 è un autobus piccolissimo, con una porta d’ingresso grande come quella di una stanza. C’è una signora sulla porta, sulla settantina, sbarra l’ingresso.
-         Scusi signora, mi fa salire per favore?
La signora non si muove.
-         Scusi signora, mi fa salire per favore?
La signora continua a non muoversi.
-         Scusi signora, mi fa salire per favore?
La signora continua a ostruire il passaggio, anche se dietro ha tutto lo spazio del mondo. Allora cerco di farmi spazio e salire comunque.
-         Guardi che così mi fa cadere – dice la signora.
-         Senta, io devo salire, se si sposta e mi lascia entrare non faccio cadere nessuno.
Insomma, alla fine riesco a salire.
-         Dove va quest’autobus? – mi chiede la signora. Ma che si prendono gli autobus scatola chiusa?
-         A San Giovanni.
-         Ah. E ora gira da Cavour?
-         No va a Colosseo.
-         E perché non gira da Cavour?
-         Perché fa questo percorso.
-         Ah. Ma dove va quest’autobus? – richiede la signora.
-         A San Giovanni.
-         Ah. E ora gira da Cavour?
-         No va a Colosseo.
-         E perché non gira da Cavour?
-         Perché fa questo percorso.
-    Ma dove porta questo autobus?
-         A San Giovanni.
-         Ah. E ora gira da Cavour?
-         No va a Colosseo.
-         E perché non gira da Cavour?
-         Perché fa questo percorso.
-         Ma ormai che è qua, no può girare da Cavour? Perché deve andare di qua?
-         Senta signora, io adesso devo scendere. Mi fa passare?
La signora non si muove.
-         Signora, devo scendere, scusi, mi lascia passare?
La signora rimane ferma ma riprende:
-         Ma quest’autobus dove va?
Alla fine riesco a scendere e posso tornare a casa. Ma ancora non ho capito perché si effettuino questi sequestri estemporanei di persona e per quale oscuro motivo si prende un autobus senza sapere dove va e non si scende nemmeno quando si capisce che sta andando nella direzione opposta alla nostra.
written by pkiara novembre 11, 2008 22:40 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: roma, trasporti, disfunzioni



Commenti
#1   11 Novembre 2008 - 23:09
 
No, dai, non può essere vero...:D
Sembra Non ci resta che piangere: Dove andate - chi siete - sì ma dove andate - un fiorino
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#2   12 Novembre 2008 - 00:51
 
Giuro che è vero e penso che se non succedessero a me potrei anche ridere.
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#3   14 Novembre 2008 - 18:56
 
Di signore come quella del secondo racconto ne conosco parecchie... per fortuna qui di rado trovo autobus così sovraffollati, ma di maleducati purtroppo se ne trovano molti di più
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#4   14 Novembre 2008 - 22:36
 
Trovavo una situazione del genera quando prendevo il treno a Ferrara il martedì grasso per andare a Venezia, ... spesso rinunciavo al primo treno utile, poi anche al secondo e ... pigliavo il terzo che era il peggiore (ma a saperlo!), ... per fortuna non ha le stesse oscillazioni di un autobus, perciò la posizione dei bacini è più sotto controllo, per evitare imbarazzi, di solito si cerca di capire chi sta con chi, ... l'ultima volta eravamo in 4 sui due gradini di salita. Improvvisamente un ragazzo sui 20 anni inizia a sclerare, inveisce contro il servizio e minaccia azioni violente, ... esaurisce la sua invettiva solo perché la gente non se lo fila, più per la paura che per la stupidità. Non sclerano solo gli anziani. Quando si fermava (per fortuna solo 4, Rovigo, Monselice, Padova e Mestre, poi si arriva a VE), e dalla nostra parte c’era la salita discesa era un’occasione per respirare un po’ ma guardavamo minacciosi chi era a terra per convincerli a non salire, ma come al solito la magrolina che ci starebbe anche rinuncia e arriva la napoletana di 50 anni con 4 cuscini come fianchi e pur non sapendo dove appoggiare i piedi riesce a salire e comprimerci sulle pareti, a questo punto non è più possibile staccare il bacino (la zona pelvica) dal posteriore di quella che avevo davanti che stava davanti al suo lui, …, abbiamo (quasi) tutti la faccia di circostanza, meglio cercare di chiacchierare di qualunque cosa per distrarre la mente, alla fermata dopo e tre mt più in là, scendono due persone e un’altra dozzina si muove per rioccupare lo spazio perso e guadagni 5 cm. Per fortuna l’abbigliamento invernale aiuta e non vi dico a che cosa ;)
utente anonimo

#5   16 Novembre 2008 - 12:13
 
Come sono felice di vivere in una piccola città...!
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"Vedi cara, è difficile a spiegare, è difficile parlare dei fantasmi di una mente. Vedi cara, tutto quel che posso dire è che cambio un po' ogni giorno, è che sono differente. Vedi cara, certe volte sono in cielo come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà. Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già..." F. Guccini


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